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Titolo: La rilegatrice di storie perdute

Autore: Cristina Caboni

Editore: Garzanti

Genere: Narrativa

Pagine: 296

Formato: Ebook / cartaceo

Recensione

Miei cari Booklovers!!

Qualche settimana fa vi avevo presentato in QUESTO post una delle ultime uscite della casa editrice Garzanti, La rilegatrice di storie perdute di Cristina Caboni, ed oggi sono qui per recensirlo!

La Rilegatrice di Storie Perdute è un romanzo introspettivo che ho trovato davvero molto intenso. La protagonista è Sofia Bauer, una donna di 32 anni che da 5 anni si trova incastrata in un matrimonio con un marito svilente, che sminuisce ogni sua attitudine e ogni suo pregio, minimizzandoli e rendendoli quasi ridicoli. Sofia, così, è una sorta di automa che cerca di adeguarsi all’ideale di moglie che ha il marito, non riuscendo tuttavia ad essere accettata o apprezzata dall’uomo. Allora presa dallo sconforto, decide di ricercare le sue attitudini, le sue vecchie capacità e di riavvicinarsi alla sua passione e al suo antico mestiere di bibliotecaria rilegatrice.

Un giorno entra in un’antica libreria di Roma e il vecchio libraio, spinto da un’empatia nei suoi riguardi, le regala un vecchio libro dell’inizio dell’800 e le chiede di rilegarlo. Sofia, entusiasta, si lancia subito in quest’avventura e nella copertina di questo libro trova una tasca nascosta in cui c’è una lettera in cui Clarice, una donna vissuta all’inizio dell’800, a sua volta rilegatrice di libri, racconta la sua storia e la sua voglia di raccontare un segreto ai posteri.

Da qui inizia una narrazione su due livelli: una, in terza persona, che racconta la vita di Sofia, e un’altra, in prima persona, che racconta quella di Clarice. Entrambe hanno la stessa passione, svolgono lo stesso mestiere e cercano la libertà a tutti i costi! Quindi sicuramente questo libro è, innanzitutto, un inno alla libertà femminile, un invito rivolto alle donne ad inseguire le proprie attitudini, le proprie passioni, a non sottostare al ruolo limitante imposto dalla società e dall’uomo.

Entrambe alimentano la propria passione attraverso degli incontri speciali, con il destino e con degli uomini che le trattano in un modo diverso rispetto a quello a cui sono abituate: Sofia, infatti, incontra Tomaso, un grafologo esperto di libri antichi, che la aiuta in questa ricerca minuziosa del segreto di Clarice.

Una cosa che ho apprezzato davvero tanto è proprio la capacità della scrittrice di descrivere questa ricerca con dettagli e termini specifici, tecnici: questo, infatti, desta nel lettore una grande curiosità, nei riguardi di un campo che normalmente potrebbe non risultare particolarmente interessante.

Lo stile è intenso, molto elegante; la narrazione è incalzante, sia quando viene raccontata la vita trascorsa di Clarice, sia quando si seguono le vicende di Sofia, che insieme a Tomaso gira l’Europa per scoprire il segreto di Clarice. I due livelli della narrazione sono paralleli, ma non si confondono: le storie sono ben delineate e alternate.

Le descrizioni, sia dei personaggi che delle emozioni, sono davvero minuziose: ecco perché mi sento di definirlo un romanzo introspettivo! Le descrizioni riescono a far vivere le emozioni intensamente e a far vedere i personaggi, creando così una sorta di vera e propria connessione visiva.

Ho apprezzato davvero tanto il messaggio che secondo me l’autrice ha cercato di veicolare, anche attraverso delle citazioni di autori famosi che riguardano lo stato delle donne: la storia di Sofia, infatti, cambia in seguito a un piccolo evento ed è come se Cristina volesse farci intendere che ogni donna, anche quella che si è annullata di più, che sta attraversando il periodo peggiore, attraverso un piccolo cambiamento può dare un senso alla propria vita e tornare a splendere. Lo definirei, quindi, anche un romanzo di crescita!

Consigliato a chi ha voglia di un romanzo intenso, carico di emozioni forti!

Buona lettura,

Marilena’s J.

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