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Titolo: Il corpo dei ricordi

Autrice: Daniela Montella

Casa Editrice: Milena Edizioni

Genere: Distopico

Formato: Rilegato/eBook

Pagine: 206

Recensione

Buonasera booklovers,

da oggi la rubrica #ScrittoriEmergenti cambia nome e si chiamerà Esordio Letterario.

Ed è proprio dell’esordio letterario dell’autrice Daniela Montella e del suo romanzo distopico
Il corpo dei ricordi 
, edito Milena, che vi parlerò oggi.

Ne Il corpo dei ricordi, Daniela Montella ipotizza l’esistenza di un futuro in cui uno Stato distopico rifiuta e bandisce ogni forma di morte, dolore o imperfezione, mentale o fisica, rimuovendole totalmente dalla memoria collettiva del popolo.
L’imperfezione deve essere rimossa e ogni difetto eliminato, ricorrendo all’occorrenza anche al bisturi.
La morte o il dolore fisico e psicologico diventano “illegali”
Se avvengono morti accidentali, per incidenti, malattie o altre cause, le stesse persone scomparse, dovranno tornare in un nuovo corpo clonato, che verrà “riempito” di ricordi del passato, proprio come un semplice contenitore.

La popolazione dello Stato si divide quindi in “Consapevoli” e “Inconsapevoli”, i primi sono gli anziani fondatori del nuovo stato e i secondi la nuova generazione di giovani nati senza conoscere alcun tipo di sofferenza. Durante la loro esistenza, i Consapevoli saranno assistiti e “guidati” da un terapeuta che li indirizzerà verso l’ottica dello stato e li “riaccompagnerà” sulla retta via qualora dovessero perdersi.

Yolande. la donna protagonista del romanzo, è stata cresciuta da una comunità differente, un gruppo di persone che venerano il culto della Morte e proprio in lei si insinuerà il “dubbio”.
Quando Yolande rimane vedova, infatti, inizia a porsi una domanda: ” Se la memoria del dolore (quindi anche della persona persa) viene cancellata e nessuno si ricorda di te, come puoi pensare di aver vissuto?
Alla morte di suo marito Kristof, Yolande vorrebbe solo sembrare normale, ma è attanagliata da ricordi e sogni funesti. Tutto il suo equilibrio precipita definitivamente quando riceve una telefonata proprio dal marito defunto.

Leggendo il romanzo mi sono resa conto del totale controllo che può dare l’eliminazione di ogni cicatrice fisica e mentale sul popolo. Un popolo che viene privato di ogni individualizzazione in nome di una felicità puramente illusoria, un popolo composto di persone a cui viene negata la maturità mentale.
Maturità ed individualizzazione infatti si costruiscono soprattutto attraverso la metabolizzazione di avvenimenti per lo più traumatici, attraversando le difficoltà e superandole.
Un popolo cresciuto sotto una campana di vetro è un popolo gestibile.

Lo stile di scrittura di Daniela Montella e chiaro e scorrevole e il romanzo è ricco di spunti di riflessione e discussione.
Una lettura piacevole se si ama il genere distopico.

Buona lettura 

Marilena’s Journal

 

 

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