Titolo: Due gocce d’acqua

Autore: Nicola Rocca

Casa Editrice: ENNERRE

Genere: Thriller

Pagine: 312

Formato: eBook/Cartaceo

Sinossi ufficiale: Chantal ha sempre avuto tutto dalla vita. Affetti, amore, serenità e gioia. Poi, nell’ultimo anno, la vita ha smesso di sorriderle, togliendole tutto ciò che prima le aveva donato.
Un giorno, però, la fortuna torna a bussare alla sua porta.
In chat conosce Alfredo, titolare di un Bed & Breakfast in Toscana. I due chattano per qualche giorno, parlando del più e del meno. Infine, lui le propone un lavoro al B&B.
È una grande occasione, ma significherebbe trasferirsi a cinquecento chilometri da casa. Non è una scelta semplice.
Chantal mette sul piatto della bilancia i pro e i contro, e accetta la proposta di Alfredo.
Due giorni dopo si trova al Bed & Breakfast.
L’approccio non è dei migliori: quel posto è lugubre, isolato e sembra dimenticato da Dio.
L’intenzione di Chantal sarebbe quella di tornarsene da dove è venuta. Ma una soleggiata giornata di febbraio le fa cambiare idea. E poi c’è lui, Alfredo: una persona a modo, cortese, gentile. E molto, molto carino.
Così Chantal decide di restare.
Tutto sembra filare liscio, fino a che un giorno non è costretta a recarsi al paese. Lì sente le voci che girano.
Quel B&B è maledetto. C’è qualcuno che si aggira lì attorno. Che rapisce, stupra e uccide le ragazze che lavorano al B&B.
Chantal si sente mancare.
Sarebbe più semplice fare i bagagli e sparire. Ma qualcosa le dice che non potrà farlo, fino a che non avrà confermato o smentito quelle terribili voci.

Due gocce d’acqua è un thriller psicologico, che gioca con la psiche, i sentimenti, le sensazioni e gli stati d’animo dei personaggi. Un groviglio di figure prende parte a questa vicenda e sarà impossibile distinguere i buoni dai cattivi fino all’ultima pagina.

Dov’è il bene? Dov’è il male?
Impossibile dirlo, visto che molte volte i due sono talmente vicini che tra di loro si interpone solamente una linea sottile. Impercettibile.
Spesso il male è dentro di noi. Altre volte, invece, è nella persona che ci sta accanto.

 

Recensione…

Oggi per la rubrica #ScrittoriEmergenti ho letto e recensito per voi Due gocce d’acqua il nuovo thriller dell’autore Nicola Rocca.

Premetto immediatamente che Due gocce d’acqua è un thriller ad altissima tensione non consigliabile a chi non ama scene cruente.

Nicola Rocca infatti, nello scrivere questa storia al cardiopalma, utilizza un linguaggio esplicito in ogni descrizione, sia fisica, che dei luoghi, che degli atti violenti raccontati nel romanzo.

La tensione che crea nel lettore è molto alta e non dà tregua con un ritmo veloce che culminerà in un finale inaspettato, ma altrettanto ansiogeno.

Molto dettagliate sono anche le dinamiche psico-patologiche dei personaggi, che toccano la malattia psichica, la crudeltà mentale e la disperazione umana.

La storia risulta scorrevole grazie anche ad alcuni flashback chiarificatori, ma in moltissimi punti mi è sembrata esasperata  e forzatamente troppo cruda, lasciando uno stato di inquietudine nel lettore. Per questa motivazione non consiglio assolutamente  la lettura di Due gocce d’acqua a chi è soggetto a stati d’ansia, impressionabile, o a chi non ha lo “stomaco forte”.

Credo, in ogni caso, che l’intento di Nicola Rocca fosse proprio di scrivere un romanzo crudo e che rispecchi la cruenta realtà di un perverso serial killer, così come ci rivelerà lui stesso nell’intervista, che quindi abbia assolutamente raggiunto l’obiettivo!

 

Quattro chiacchiere con l’autore…

 

Come mai scegli di scrivere di argomenti così cruenti e in maniera così esplicita?

Mi rendo conto che alcune persone, leggendo i miei romanzi, potrebbero impressionarsi. Ma è anche vero che gli amanti di questo genere apprezzano molto la crudeltà.

Io, come scrittore – anche se ancora non mi sento pronto per essere definito così – credo non potrei scrivere altra roba che non sia thriller, noir o giù di lì. E questo genere penso vada scritto in maniera fredda, dura, trasparente… esplicita, come hai giustamente detto tu.

Hai mai visto un assassino uccidere qualcuno in maniera morbida? Oppure uno stupratore violentare una ragazza delicatamente? Certo che no! O se a qualcuno è capitato di leggere o vedere una cosa simile, sono sicuro si trattasse di un’opera di satira.

Nei miei thriller cerco di avvicinarmi quanto più possibile alla realtà. Per questo motivo vado diretto al punto, senza troppi giri di parole, senza fronzoli, senza mezzi termini. Voglio entrare nella testa del lettore così come la lama del mio assassino entra nella carne della sua vittima.

Alla base di tutto c’è comunque una grande passione, che mi trascino da sempre. No, cosa avete capito? Non la passione di uccidere! 😉 Io non riuscirei a fare del male nemmeno a un insetto. Intendevo dire la passione per tutto ciò che è misterioso, nero; per tutto ciò che lascia col fiato sospeso, che procura suspense. Per tutto ciò che è thriller, insomma.

 

Hai uno scrittore di riferimento da cui ti sei sentito in qualche modo ispirato nel tuo lavoro, o che ritieni sia stato importante per la tua formazione letteraria?

Sono convinto che qualsiasi scrittore, o aspirante tale, scriva storie che vorrebbe leggere. Per questo motivo uno tende a prendere ispirazione dagli autori i quali libri riescono a emozionarlo più degli altri. Quindi, per rispondere alla tua domanda, ti posso dire che leggo libri che mi piacciono, di autori che mi piacciono e mi ispiro a loro. Senza mai rubare la storia o personaggi o idee. No, ciò che si cerca di imitare è lo stile, anche se poi alla fin fine, lo stile di ogni scrittore è differente quello di qualsiasi altro.

Detto ciò, i miei autori preferiti sono sicuramente Jeffery Deaver, Faletti, Carrisi, Connely, Wulf Dorn. Questi sono solo i principali, poi mi piace leggere anche autori emergenti. Molte volte si trova veramente dell’ottima roba anche da penne sconosciute.

Io sono convinto di una cosa: ogni autore non è altro che l’insieme dei suoi autori preferiti, con l’aggiunta di una vena personale che lo contraddistingue. Ma attenzione, l’insieme dei suoi autori preferiti è da intendersi dal punto di vista dell’autore. Perché se io e te leggiamo lo stesso libro, dello stesso autore, non è detto che ci faccia lo stesso effetto. Non è detto che ci provochi le stesse emozioni. Ecco anche perché lo stile di un autore non potrà mai essere identico a quello di un altro. Anche se avessimo due scrittori che hanno come punto di riferimento Michael Connely, i loro stili sarebbero comunque diversi. Perché i libri di un autore vengono vissuti in maniera diversa da ogni lettore. E meno male che è così!

 

A quale genere di pubblico sono indirizzati i tuoi romanzi? Credi che possano suscitare il medesimo interesse indifferentemente in un pubblico femminile e in un pubblico maschile?

Se i miei romanzi fossero film, molto probabilmente sulla locandina troveremmo scritto “Vietato ai minori di 14 anni”.

Che ci fosse un limite d’età per leggere le mie storie l’ho sempre saputo, anche mentre le scrivevo. Ma non ho mai pensato che potessero piacere di più ai maschi o alle femmine. Proprio perché, pur essendo un genere crudo, al suo interno emerge sempre un lato sentimentale del personaggio principale, che quasi sempre lo fa innamorare di qualcuno. Quindi, anche per questo motivo credevo che potesse incuriosire le lettrici e non solo i lettori. Dico credevo perché solo in seguito ho potuto constatare che i miei romanzi sono apprezzati anche dalle femmine – anzi, forse soprattutto dalle femmine – , ma non per il motivo che pensavo io. Tutt’altro, le femmine adorano – forse più dei maschietti – i thriller cruenti e pieni di suspense e colpi di scena.

E io che credevo amassero le storie d’amore…

 

Per scrivere Due Gocce d’acqua hai tratto ispirazione da fatti reali di cronaca?

No, non mi sono ispirato a fatti di cronaca per scrivere Due gocce d’acqua. La mia ispirazione la prendo quotidianamente da qualsiasi cosa: eventi personali, eventi di persone che conosco, notizie che mi capita di ascoltare alla radio o alla tivù (non necessariamente di cronaca nera). E poi c’è la mia fantasia, che amalgama il tutto e mi permette di estrarre storie che non credevo di essere in grado di scrivere. Sì, credo proprio che l’enorme fantasia sia il grande punto a mio favore..

Detto ciò, ora sono io a farti una domanda, visto che mi hai incuriosito: leggendo Due gocce d’acqua ti è venuto in mente qualche fatto di cronaca in particolare? Risp: No a me nessuno in particolare, ma è anche vero che non seguo molto la cronaca nera! 🙂

 

Tre aggettivi con cui descriveresti il tuo romanzo…

Solamente tre??? Ne avevo in tasca almeno trecento 😉

Scherzi a parte, i tre aggettivi sono:

SINCERO: nel senso che è privo di filtri. È nato proprio così, come ora viene proposto al pubblico. Ovviamente, c’è dietro tutto un lavoro di editing e correzione, ma il significato che volevo esprimere con la prima stesura rimane immutato nella versione definitiva. È… Sincero, proprio come l’autore.

Sincero anche inteso come realistico, nel senso che, come già detto, quando scrivo storie mi impegno affinché queste rimangano all’interno del mondo reale, senza mai sconfinare in quello surreale e o paranormale.

CRUDO: come ogni romanzo thriller che si rispetti. Due gocce d’acqua è trasparente, proprio come l’acqua stessa. Per questo mostra al lettore il male nelle sue sfaccettature più infime, più perverse. Più crude, appunto.

ADRENALINICO: la storia deve correre, deve pompare nelle tempie e far pompare il cuore. Una volta incominciata non si deve più fermare, nemmeno all’ultima pagina.

La fine di ogni pagina deve indurti a leggere immediatamente la successiva, e quella dopo ancora. E così via, fino all’epilogo. E anche a lettura ultimata, deve essere in grado di spingere la fantasia del lettore, stimolandolo a crearsi un sequel ideale.

Non so se questi tre aggettivi siano condivisi anche dai miei lettori. Mi auguro di sì. Se è veramente così, significa che ho raggiunto il mio obiettivo

 

Non mi resta che fare a Nicola Rocca il mio solito In bocca al lupo!!!

Marilena’s J.

1 Comment

  1. Penso che un romanzo anche se thriller non debba superare certi limiti anche nella minuziosa ed eccessiva descrizione di azioni cruente.
    Non amo questo genere di libri.

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