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Titolo: Il Principe delle Ombre

Serie: Le cronache del Buio e della Luce

Autore: Francesca Persico

Genere: Paranormal- urban fantasy- romance

Editore: Lettere Animate

Pagine: 314

Formato: eBook/Cartaceo

Sinossi ufficiale…

E se il mito dei sette principi degli inferi fosse reale? Se i vizi capitali avessero un volto? Se si muovessero in mezzo a noi per corromperci, irretirci, trascinarci nell’oblio?

Cassie ha diciassette anni. E’ ironica, pungente e ama le storie impossibili, ma di certo non si pone domande di questo tipo. Costretta a trasferirsi in un piccolo paesino di provincia, si imbatte in Rio. Dispotico, irriverente, vendicativo ed egoista, una furia. Tra mille difetti, però, è anche di una bellezza senza pari, così bello da non sembrare di questo mondo.

Cassie ancora non sa che l’incontro con Rio segnerà definitivamente la sua intera esistenza e la condurrà alla scoperta di un segreto terribile. Una guerra senza scrupoli si combatte dalla notte dei tempi, l’eterna battaglia tra le creature del buio e quelle della luce e le anime degli uomini rappresentano il bottino più prezioso

 

Recensione

Per la rubrica #ScrittoriEmergenti ho letto e recensito il romanzo di esordio dell’autrice Francesca Persico,
Il Principe delle Ombre.

Ho sempre apprezzato il genere Young Adult, perché credo che se scritto bene possa essere indirizzato anche ad un pubblico non proprio giovanissimo e molto ampio, Il Principe delle Ombre nello specifico è un romanzo scritto molto bene.

E il primo capitolo di una saga che appartiene al genere Fantasy e con una grossa carica romantica, quindi perfetto per i nostalgici di romanzi come Twilight di Stephenie Meyer e I diari del Vampiro di Lisa Jane Smith. Ma questa volta i protagonisti soprannaturali di questo romanzo non sono vampiri, ma Demoni, o mezzi Demoni.

La storia è ambientata in Italia, la protagonista femminile è Cassie, un’adolescente “umana” di diciassette anni, che a causa del pericolo che corre nella sua città, che ci viene immediatamente spiegato nel prologo, è costretta a trasferirsi a “sfigolandia”, termine con cui si riferisce lei stessa, al paesino di provincia, dove i genitori la costringono a trasferirsi, per tenerla lontano dai pericoli, affidata ad una zia. Ed è proprio nel suo nuovo paese e nella nuova scuola, che Cassie si imbatte in una famiglia molto particolare e misteriosa, composta da un padre molto giovane e sette figli adolescenti, tra cui Rio, affascinante e magnetico giovane, che attrae l’attenzione di Cassie, dapprima in maniera negativa, ma come in tutte le storie d’amore che rispettino, la linea che divide l’odia dall’amore è davvero molto sottile, quasi impercettibile.

La voce narrante della storia è quella di Cassie, che racconta in prima persona e dal suo personale punto di vista le vicende che le accadono e le emozioni che suscitano in lei fatti, persone e creature soprannaturali.

Cassie, entra con poca difficoltà nel “mondo dell’occulto” e del soprannaturale, si potrebbe quasi dire che ci si catapulta con estrema naturalezza, stabilendo rapporti sinceri di amore e di amicizia.

Lo stile di scrittura di Francesca Persico è scorrevole e altrettanto piacevole, ricco di metafore ricercate e dovizie di particolari descrittivi che permettono al lettore di “vedere” il romanzo, oltre che leggerlo, e le descrizioni, nonostante siano molto ampie e curate, non risultano mai noiose. Inizialmente la sensazione è di una storia che ti accoglie lentamente, per poi travolgerti con lo scorrere del racconto.

Mi sono chiesta più volte durante la lettura del romanzo se la storia fosse originale, e sono arrivata alla conclusione che più che originale, tratti in maniera originale argomenti e personaggi raccontati precedentemente nella storia letteraria dei romanzi sull’occulto. Per questo motivo consiglio vivamente Il Principe delle Ombre agli amanti del Romance Fantasy.

 

 

Quattro chiacchiere con l’autrice Francesca Persico

 

– Come nasce Francesca scrittrice?

– Francesca scrittrice nasce all’improvviso, quattro anni fa, anche se è come lo facessi da tutta la vita. Sono una persona che pensa molto, e a volte è come se facessi una sorta di monologhi interiori, e spesso mi sono trovata di fronte alla possibilità di mettere i miei pensieri, legati ad un particolare momento che stavo vivendo, su una pagina bianca, ma non ci riuscivo, e la pagina rimaneva irrimediabilmente bianca.

Poi tutto è nato per caso. Sono una lettrice ossessivo-compulsiva, e leggo soprattutto nei momenti in cui cerco un’evasione dalla realtà. Un giorno mio marito mi ha chiesto: ”Perché non lo scrivi tu un libro?”

L’idea è rimasta lì fino ad una sera in cui ho deciso di provare a scrivere un racconto e ne è uscito un racconto di 350 pagine, che si trova ancora nel mio cassetto! Poi Il Principe delle Ombre è arrivato più tardi…

-C’è uno scrittore che ritieni particolarmente importante per la tua formazione, e che ritieni abbia maggiormente influito sulla tua formazione?

– Non ho uno scrittore in particolare ma ho dei libri! Cent’anni di solitudine di Gabriel Garcia Marquez e il realismo magico della letteratura sudamericana, un altro libro che non ho mai dimenticato è Il ritratto di Dorian Gray di Oscar Wilde poi c’è stato Il Signore degli anelli di Tolkien.

-Stephenie Meyer?

-Ho letto Twilight in età già adulta.

-Nella prima parte del tuo romanzo mi è sembrato di trovare una somiglianza con Twilight, non tanto nella storia in se per se, quanto nella presentazione dei personaggi, e nella struttura della scena. Una famiglia composta da adolescenti, ed un padre giovane, che arriva a scuola in branco e incute timore e diffidenza nei coetanei. E’ una somiglianza puramente casuale, o il richiamo è voluto?

– Non è la prima volta che mi viene fatta questa osservazione. Il Principe delle Ombre nella prima stesura è venuto fuori come una cascata. Quando la prima persona che l’ha letto mi ha fatto notare questa somiglianza nelle prime scene del romanzo, ero ancora in tempo per modificarlo ma avrei dovuto stravolgere completamente la trama, e siccome il libro è totalmente differente da Twilight, ho deciso di lasciarlo invariato. Il motivo principale per cui ho scelto di scrivere di una famiglia in cui i ragazzi erano stati adottati, è perché è l’unico modo a mio avviso per giustificare la presenza di sette adolescenti in casa con un giovane genitore, in Italia.

-Se Il Principe delle Ombre diventasse una produzione cinematografica, quale cast avresti in mente?

-Non amo particolarmente l’idea fare un Fancast, mi piace pensare che ogni lettore immagini i personaggi a suo modo e assecondi la propria fantasia.

-Il tuo romanzo non contiene scene di sesso esplicito, alcune scene sono cariche di tensione, ma il tutto è abbastanza velato e trattato con delicatezza. Cosa pensi del genere New Adult?

-Credo che ci possa essere sensualità e tensione sessuale anche senza scrivere scene esplicite. E poi Cassie ha solo diciassette anni, quindi stiamo parlando in ogni caso di un’adolescente.

 -Tu sei un avvocato penalista. Hai mai pensato di scrivere un romanzo sull’argomento?

-Assolutamente no perché scrivere per me è un modo di evadere e mi piace l’idea di staccarmi dalla realtà quotidiana.

-Il ritmo del romanzo è inizialmente più lento, per poi travolgere il lettore nella seconda parte della storia.

-Ho voluto che il lettore entrasse nella storia con calma, e lasciare che empatizzasse con ognuno dei personaggi, per conoscerli a fondo.

-Quale tratto del romanzo hai amato di più scrivere?

-Ho amato scrivere ogni parte del Principe delle Ombre, ma forse in particolare l’inizio, perché rispecchia molto il mio lato romantico.

Francesca ti ringrazio per essere stata con noi e ti faccio un grande in bocca al lupo!

Marilena’s J.

 

 

 

 

2 Comments

  1. Intervista molto carina!
    Mi piace che ci siano ancora scrittori che non sdoganano inutili scene di sesso esplicite che non aggiungono meriti al romanzo!

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