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Terrorismo psicologico: “Metodo di intimidazione basato su una continua pressione psicologica finalizzata a influenzare i comportamenti e le opinioni delle persone.”  Purtroppo le vittime più comuni di questo terrorismo psicologico sono le donne e la maggior parte delle volte questa oppressione si consuma tra le pareti domestiche. L’intimidazione può arrivare da ogni membro del nucleo familiare, marito, padre, fratelli, figli. Le donne considerate da anni, da uomini vigliacchi, il sesso debole, sono spesso costrette a sottostare a soprusi psicologici che trovano la loro espressione in minacce, svilimenti, insulti, umiliazioni fuori e dentro le mura della propria casa. Il  genere di maschio che effettua il terrorismo psicologico su una donna, non è un uomo, è addirittura inumano. Sono persone (se così le vogliamo chiamare convenzionalmente…) che nascondono dietro questi atteggiamenti gravi frustrazioni e disagi inespressi. Persone che non sentendosi appagate dalla propria vita, si creano un loro mondo fatto di sudditi,…

Quando una persona esibisce un tatuaggio desidera solitamente comunicare agli altri, attraverso il linguaggio dei simboli e delle immagini. Trasmettere tramite un’immagine ha la funzione di comunicazione immediata, senza il bisogno di aggiungere a questo un linguaggio parlato. Quindi  il tatuaggio fatto in posti del corpo più esposti, assume una dimensione pubblica. La scelta di un tatuaggio  nascosto, visibile solo in determinati momenti e solamente da determinate persone, ha sicuramente una forte valenza comunicativa ma, in questo caso, privata e selezionata. Spesso ha una valenza di comunicazione con il proprio io. Si desidera ricordare a se stessi qualcosa, un avvenimento, un proprio principio morale, un obiettivo. In ogni caso la principale motivazione del tatuarsi è un intento comunicativo. Alcune persone, invece, decidono di tatuarsi unicamente per scopi estetici e di tendenza. E’ scontato dire che saranno proprio queste le persone più propense a pentirsi della propria scelta in un successivo futuro, in quanto non essendoci una forte…

Il giorno del mio ottavo compleanno, mi fu regalato un diario segreto. Quella sera ho iniziato a scrivere la prima pagina di una storia… la mia storia… e ho continuato a scriverla per molti anni. Confidavo ciò che mi accadeva, i miei sentimenti, le mie emozioni, critiche e giudizi personali su ciò che mi circondava. Conservavo tra le sue pagine foto o immagini che ritenevo significative in quel determinato momento storico. Il mio diario era rigorosamente segreto, spesso chiuso con un lucchetto che chiudeva il mondo fuori dai miei pensieri, celandoli ad occhi indiscreti. Era proprio il segreto che aumentava il peso e l’importanza dei contenuti. Come me, tutte le persone che scrivevano un diario segreto tenevano molto alla sua segretezza. Ciò che mi regalava il diario segreto era la possibilità di pensare e scrivere tutto ciò che mi passava per la testa senza filtri, in maniera totalmente sincera, perché avevo la…

Il colore rosa non è sempre stato il colore che rappresenta il sesso femminile.  Prima del diciannovesimo secolo, infatti, il rosa era semplicemente un colore legato alle nascite e, di conseguenza, ai bambini di entrambi i sessi. Negli anni ’30 e ’40, plausibilmente seguendo le teorie legate alla sessualità di Freud, gli uomini iniziarono ad indossare rigorosamente colori scuri, mentre il rosa, colore chiaro e delicato, divenne il colore legato alle donne e alla femminilità. Secondo alcune teorie, esiste una psicologia dei colori, ad ogni colore si affida una sorta di potere psicologico e a chi lo predilige alcune caratteristiche caratteriali e psicologiche. Il Rosa è un colore che alleggerisce la mente, in grado di allontanare il pensiero negativo, allevia il dolore e la tristezza. In qualche modo legato all’innocenza, ci riporta a contatto con i nostri sentimenti,  associandolo alla dolcezza,  e  alla tenerezza. Il colore rosa sentimentalmente simboleggia la capacità di…

“Chi ama non sa” è il primo romanzo della scrittrice, giornalista e psicologa Gianna Schelotto, esperta in terapia della coppia e psicosomatica. L’autrice racconta la storia di due quarantenni, Luca e Alice, che vivono la propria sessualità in maniera  abbastanza libera e si trovano a trascorrere una notte insieme. Caso, o destino, vuole che quella notte Alice rimanga incinta. Lei da donna indipendente decide di tenere il bambino e, se lui vorrà, di coinvolgere Luca nella vita di suo figlio, pur decidendo di non diventare una coppia nel vero senso della parola, ma semplicemente genitori.  La notte che ha inizio il travaglio, Luca accompagna Alice in clinica, poi va a prendere sua madre accompagnando anche lei nella clinica dove a breve nascerà suo nipote. Ad un certo punto, quando si trova solo, in auto e deve semplicemente parcheggiare per tornare indietro e assistere alla nascita di suo figlio, Luca decide…

Hey Guys! Vi è mai capitato di sedere accanto al vostro migliore amico e per un istante guardarlo negli occhi e pensare che forse non era poi così sincero come voleva apparire ai vostri occhi? Chi di voi non ha ancora visto il film di Paolo Genovese, “Perfetti sconosciuti” dovrebbe immediatamente correre ai ripari, perché credetemi, difficilmente mi è capitato di vedere un film tanto vero, cinico e tremendamente realistico come quello. Il tema della rubrica #TheWords-Le parole mai dette, che vi racconto oggi è proprio questo. M. nella sua lettera ad F. gli svela la “vera faccia” del suo migliore amico.  E’ tutto reale. Non c’è invenzione, solo tanta scomoda verità. Leggete fino alla fine…e poi meditate…. “Ciao F. Quanto sarebbe più facile tacere ? Non cerco scandali, né chiarimenti, cerco solo la verità. Guardo foto di sorrisi di plastica, di amori di plastica, ma soprattutto vedo amicizie di…

Hey Guys! Oggi è giovedì ed è il momento dedicato alle parole: #TheWords-Le parole mai dette. Nel film Vicky Cristina Barcelona, Maria Eléna, personaggio di Woody Allen che amo tantissimo, sostiene che: “Solo l’amore inappagato è davvero romantico.” Si, perché gli amori impossibili sono quelli che non hanno mai avuto una vera fine, restano per sempre, e per sempre troveranno il loro spazio nel cuore e i ricordi di cui alimentarsi. Vivono dentro di noi, nitidi e a distanza di anni, sempre più belli. Gli amori impossibili non moriranno mai nella routine e nell’abitudine, perché non siamo stai noi a volerli interrompere. E’ stata la vita. L’amore vive di fasi e l’amore interrotto, quello mai concluso, resta immobile in un limbo di fase intermedia, che lo renderà sempre l’amore dei “SE..”: se l’avessi incontrato prima, se non fossimo stati già impegnati, se non avessimo età così diverse, se non abitassimo a miglia…