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Titolo: La ragazza italiana

Autrice: Lucinda Riley

Casa Editrice: Giunti

Genere: Narrativa

Formato: Rilegato/ ebook

Pagine: 548

Recensione

Buonasera booklovers,

oggi vi parlo del romanzo della scrittrice Lucinda Riley, La ragazza italiana, edito Giunti.

In molti mi avete consigliato di leggere quest’autrice, ed in particolare, la saga delle Sette sorelle.

Quando però mi sono trovata davanti questo libro con il titolo La ragazza italiana, ambientato in buona parte nella Napoli degli anni Sessanta, mi sono fatta tentare e ho scelto questo.

Purtroppo però, per quello che mi riguarda, con mio grande dispiacere, la recensione è abbastanza negativa.

Il romanzo narra la storia di Rosanna, una bambina napoletana che sogna di diventare una cantante lirica. Si può considerare questo libro un romanzo di formazione, in quanto seguirà la storia e la vita di Rosanna, fino all’età adulta e al coronamento del suo sogno.

Ora vi spiego nel dettaglio perché questo libro mi ha lasciato parecchie perplessità…

La prima parte della storia si svolge a Napoli, nella zona di Piedigrotta, ma purtroppo non riesco a trovare riscontro tra le descrizioni dell’autrice e la realtà del quartiere, che tra l’altro conosco molto bene. Ho controllato finanche su Google, se negli anni ’60 potesse esserci una struttura delle strade simile a  quelle descritte nel romanzo ma non ho trovato corrispondenza. Mi sono fatta l’idea quindi che la scrittrice abbia fatto semplicemente un po’ di confusione tra la zona di Piedigrotta e quella  dei Quartieri Spagnoli, entrambe appartenenti al quartiere Chiaia, dove si svolge la vicenda.
Al di là comunque della descrizione delle strade, ho trovato i dialoghi molto piatti, spesso ripetitivi e banali.  Trovo anche un po’ inverosimile che all’ interno della stessa famiglia, nello specifico di un ceto sociale abbastanza basso, due giovani ragazzi, tra loro fratello e sorella mantengano un’eccessiva formalità di linguaggio anche in un momento di estrema disperazione, come la morte di una madre.
L’autrice utilizza inoltre molte espressioni verbali che un napoletano non userebbe mai nel linguaggio quotidiano.
Trovo anche che, a mio parere, in questo romanzo la Riley abbia abusato di luoghi comuni riguardanti gli italiani e nello specifico i napoletani, che secondo me non corrispondono alla realtà.

A rendere il tutto ancora più tedioso, è il ritmo della storia, lento e poco avvincente.

E’ un vero peccato, perché la trama non mi dispiaceva affatto.

Proverò sicuramente a leggere altri romanzi di Lucinda Riley, ma questo nello specifico non me la sento di consigliarlo, soprattutto ai lettori napoletani che, forse come me, noterebbero troppe incongruenze.

A presto…

Marilena’s Journal

 

 

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